Pier Paolo Pennesi lancia la nuova linea di borse Port’o
Il viaggio è la metafora della vita, si viaggia attraverso confini diversi, solo a volte geografici. Port’o è l’essenza del viaggiatore nella vita, è la sua forma, la sua sostanza.
Nasce da un’idea di Pier Paolo Pennesi la nuova linea di borse Port’o. Il concetto alla base di questo progetto è il viaggio inteso nella sua accezione più ampia: un viaggio in terre lontane ma anche il viaggio della vita. Caratteristica distintiva delle borse Port’o è la texture. Le stampe riproducono fedelmente i visti dei passaporti, interpretati qui come fossero trofei, risultati raggiunti, perché ogni viaggio breve o lungo che sia è un pezzo di vita ed ogni pezzo di vita è un viaggio.
La qualità è la magnifica ossessione di Port’o: i materiali come pelle e canvas si sposano tra loro in magnifici giochi tattili. La proposta cromatica è un tributo alla terra: i toni del marrone, del beige e del verde a volte compatti altre stemperati in tinte pastello riportano nell’immediato alle atmosfere di luoghi lontani. La proposta Port’o vuol essere una collezione sofisticata nella sua semplicità, in grado di unire aspetti di dinamicità e funzionalità con quelli di stile e qualità.
Il ventaglio di proposte spazia dalle classiche borse, alle cartelle da lavoro, dagli zainetti fino ai borsoni viaggio. Il filo conduttore è lo stile di vita del vero viaggiatore. Port’o è immediatezza ma anche ricordo, concretezza e suggestione. Port’o raccoglie le istantanee di una vita: è essenza, è sostanza, è unicità.
“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.”
Mark Twain
“I viaggi sono i viaggiatori.”
Fernando Pessoa
“Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.”
Edgar Allan Poe
“Viaggiare è nascere e morire ad ogni momento.”
Victor Hugo
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